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Domenica 2 giugno in occasione del 5° round degli assoluti d'Italia enduro, a Bobbio, durante le consuete premiazioni dei piloti in gara, sono stati premiati (nell'occasione dal vice presidente FMI, Fabio Larceri) due personaggi che hanno fatto la storia dell'enduro italiano soprattutto con la maglia della nazionale: Gianangelo Croci e il "nostro" Arnaldo Nicoli.
Arnaldo detto "il Vichingo" per i suoi modi burberi ma genuini e con un cuore immenso, è salito sul podio insieme al figlio Davide ed ha intrattenuto gli spettatori raccontando aneddoti interessanti e a tratti divertenti accaduti durante le Sei Giorni a cui ha partecipato.
Convocato per la prima volta dalla federazione Italiana per la Sei Giorni nel 1992 in Australia, hanno seguito gli Stati Uniti nel 94', la Polonia nel 95' e, cinque anni più tardi, la Spagna nel 2000; anno in cuoi vinse anceh gli Assoluti d'Italia Enduro.
Oggi il "nostro" Arno, è il responsabile del Customer Service di KTM Italia, una figura importate e di grande valore per il nostro marchio in quanto, grazie anche alla sua esperienza sul campo, riesce a risolvere ogni problematica nel migliore dei modi.
Arnaldo Nicoli: "Ho avuto modo di osservare i piloti durante la giornata e devo dire che ho visto bei talenti e molto impegno da parte loro, si meritano grandi risultati, il talento non manca."
Ad Arnaldo è stato domandato: "come mai oggi gira soprattutto con modo stradali?" La risposta di Nicoli, sorridendo: "Come mai? - ha scherzato - Perché se dovessi salire di nuovo su una moto da fuoristrada avrei voglia di tornare a correre, quindi meglio starne lontano".
Un vero mito che mette in bacheca l'ennesimo riconoscimento, Complimenti!
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